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idrocolonterapia-dott-rinaldiniBiosonic Medical Center è felice di presentare il nuovo arrivo nel team, il Dottor Roberto Rinaldini, specialista in Medicina Interna, esperto Medicina Naturale e iscritto alla Società Italiana Idrocolonterapia (SICT).

Dottor Rinaldini, innanzitutto, benvenuto nel team!
In  Biosonic Medical Center siamo molto contenti e orgogliosi di avere un medico specialista come lei, che si occupa sia di “medicina classica” che di rimedi naturali.
«Vorrei chiarire che penso ci siano cure “tradizionali” che non possano essere sostituite, come l’insulina per  il  diabetico o il farmaco per la persona senza tiroide. Ma credo anche che esistano dei casi in cui si possa intervenire con la medicina naturale e l’omeopatia, senza rischi e con buoni risultati. Ad esempio, l’idrocolonterapia è un trattamento medico conosciuto fin dall’antichità e, negli ultimi anni, ha dimostrato di poter essere applicato in diverse situazioni. La sua efficacia è stata dimostrata nei disturbi funzionali del colon e nella riabilitazione della capacità peristaltica intestinale. È una terapia ben tollerata dai pazienti e non presenta effetti collaterali né di breve, né di lungo periodo».
Come funziona?
«Attraverso un tubicino viene introdotta dell’acqua calda, che entra ed esce. In questo modo l’intestino si pulisce, viene stimolato e si favorisce il riequilibro della flora intestinale» spiega il dottore «L’idrocolonterapia può essere utilizzata in tantissime situazioni. Colon irritabile e spasmi dolorosi? Con il lavaggio del’intestino è possibile dissolvere questi dolori causati da un eccessivo meteorismo. Intestino pigro e uso frequente di lassativi? I passaggi di acqua stimolano una risposta della muscolatura liscia e riabilitano i muscoli ai movimenti necessari per l’evacuazione. Anche le donne che soffrono di candidosi vaginale recidivante possono trovare nell’idrocolonterapia la soluzione definitiva, in particolare se accompagnata da un riequilibrio dell’alimentazione. Non solo: l’idrocolonterapia può essere utilizzata come pratica preparatoria alla colonscopia».
Quanto dura una seduta di idrocolonterapia?
«Circa 30/40 minuti. In totale bisogna mettere a disposizione un’ora di tempo. L’idrocolonterapia può essere effettuata in ogni momento della giornata e non costituisce un ostacolo alla ripresa della vita quotidiana, comprese le attività lavorative».
Quante sedute sono consigliate?
«Perché l’idrocolonterapia sia efficace bisogna sottoporsi a un ciclo di almeno 5 sedute, anche se alcune scuole ritengono sia più indicato almeno 10. Inoltre, anche chi non soffre di problemi intestinali può sottoporsi al trattamento come pratica disintossicante, in particolare nei cambi di stagione e dopo periodi di alimentazione disordinata».

BREVE STORIA DELL’IDROCOLONTERAPIA
I primi ad aver concepito la cura della persona anche come depurazione – intesa come lavaggio del corpo dall’interno – sembra siano stati gli antichi Egizi: risalgono al 1500 a. C. circa documenti che dimostrano che gli egiziani si sottoponevano spesso al lavaggio del retto per mezzo di clisteri.
I Greci fecero tesoro della sapienza egizia: nel V secolo a.C. Ippocrate, il primo medico della storia, somministrava clisteri per curare febbri e tutti quei disturbi che si manifestavano con dolori addominali. Nell’antica Roma, poi, quando bisognava purificarsi dopo giorni di bagordi e stravizi veniva suggerito l’uso dei clisteri o quello delle purghe: con sola acqua, oppure con olio o miele, si dava una mano alla natura per eliminare dal corpo tutto quanto andava eliminato.
Nel Medioevo si continuava ad usare il metodo del lavaggio del retto per una pulizia più approfondita della persona a scopi sia terapeutici che preventivi.
Nel 1600 il lavaggio del colon raggiunse la sua massima diffusione ed anche la massima notorietà. Il clistere era utilizzato sia dai nobili, come, ad esempio, re da Luigi XIV, sia dai cittadini comuni.
Fu proprio per evitare, tra i ceti meno abbienti, la scomodità ed i rischi dell’auto-somministrazione che nella seconda metà del ‘600 un medico olandese ideò un modello di clistere con un tubo flessibile più lungo, in modo che si potesse effettuare un clistere stando sotto le coperte e quindi con maggior rispetto dell’intimità.
Dalla fine del 1800, col progredire della scienza medica e della tecnologia di supporto, gli strumenti usati per i clisteri sono stati perfezionati continuamente, nei materiali, nelle forme e nel funzionamento. Risale a questo periodo il passaggio dal clistere all’apparecchiatura da idrocolonterapia vera e propria: si chiamava Apparato di Dierker ed effettuava un lavaggio più profondo rispetto al clistere, asportando anche via i liquidi con i residui fecali.
Nel 1900 l’idrocolonterapia si afferma come trattamento indicato per affezioni del fegato, coliti, colera e come supporto agli interventi chirurgici, oltre che come prevenzione a molte infezioni e malattie.

 

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