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Malattia da reflusso gastro-esofageo.

Malattia da reflusso gastro-esofageo.

Consigli pratici per pazienti affetti da ernia gastrica jatale ed esofagite da reflusso gastro-esofageo

L’ernia gastrica jatale dipende dal passaggio di parte dello stomaco, attraverso lo jato esofageo / diaframmatico (apertura o forame  del diaframma per il quale l’esofago si unisce allo stomaco) nel torace, ed è generalmente associata a riflusso acido da incontinenza dello sfintere esofageo inferiore.

Molti sintomi da ernia gastrica jatale e da riflusso sono dovuti, al passaggio di acido dallo stomaco all’esofago (o da reflusso gastro-esofageo), quando lo sfintere esofageo inferiore, una specie di valvola naturale tra esofago e stomaco atta a impedire il reflusso stesso, non ha più una perfetta tenuta sia per sua “debolezza”ed imperfetta contrazione sfinteriale, anche in assenza di ernia, sia per la presenza dell’ernia.

L’acido, oltre ad essere irritante per la mucosa, può provocare delle lesioni infiammatorie  talvolta erosive e, nei casi più gravi,  delle vere e proprie ulcere a carico della parte inferiore dell’esofago e quindi produrre i fastidiosi sintomi che lamentate soprattutto bruciori retrosternali alti , ‘alla gola’ e molto raramente dolori toracici. In qualche caso il reflusso acido provoca infiammazione al faringe ed alla trachea e perfino delle crisi d’asma. Infine l’infiammazione cronica può trasformare  l’epitelio proprio dell’esofago in epitelio intestinale  od esofago di Barrett (potenzialmente neoplastico).

 

Il riflusso di acido e la progressione dell’ernia possono essere diminuiti da semplici misure che riportiamo di seguito, mentre l’acido gastrico può essere neutralizzato da farmaci antiacidi.

 

  1. Il riflusso avviene soprattutto per gravità, quando l’esofago si venga a trovare in una posizione più bassa dello stomaco.

Pertanto bisogna evitare di piegarsi abbassando il capo ed il busto in avanti ed in basso;  quando avete necessità di abbassarsi è opportuno piegare le ginocchia tenendo il busto  bene eretto.

Usate oggetti casalinghi, come scope, o da giardinaggio e da lavoro con il manico più lungo possibile in modo da non piegare continuamente il busto in avanti.

Il sedersi in una sedia bassa può procurare, facilitando il riflusso,  una recrudescenza dei sintomi dopo i pasti, pertanto è bene usare una sedia alta e dritta.

Evitate di dormire completamente distesi orizzontalmente: il porre un cuscino sotto il capo non previene il riflusso, mentre lo si può evitare, nelle forme gravi, alzando la testata del letto o sollevando la metà superiore del materasso, mettendovi sotto dei cuscini od utilizzando un apposito apparato di gomma piuma o simili foggiati a cuneo(questo essendo un provvedimento alquanto fastidioso, va fatto se il reflusso continua malgrado la terapia antiacida) .

  1. Il riflusso avviene soprattutto quando lo stomaco è pieno. Pertanto bisogna fare dei pasti piccoli e ripetuti più che i normali 2-3 pasti giornalieri. Evitate di mangiare o bere a meno di due – tre ore prima di coricarsi per dormire.
  2. Con la pressione sullo stomaco facilita la possibilità di aumento dell’ernia e del riflusso di cibi e/o dell’acido, e questo spiega perché è così comune durante la gravidanza. Evitate pertanto di portare busti, corsetti o cinture strette, specie se siete sovrapeso. Molto importante è infatti che il peso corporeo non aumenti eccessivamente, pertanto la dieta deve essere sempre controllata, limitando il numero di calorie introdotte. Se avete problemi di stitichezza chiedete al vostro medico la terapia per correggere questa situazione, gli sforzi per liberare l’intestino possono aggravare l’ernia ed il riflusso.
  3. Prendete antiacidi secondo quanto vi sarà prescritto e quando sia necessario per lenire il bruciore:questi possono essere ad effetto diretto locale (sali di alluminio o magnesio) od a effetto sui meccanismi biochimici che producono gli acidi come gli H2-inibitori (ranitidina) o gli inibitori di pompa protronica ( I.P.P. – omeprazolo e derivati ). Gli antiacidi inibitori di pompa protonica IPP dovrebbero, all’inizio della cura, essere usati per 4 settimane circa e quindi, qualora siano migliorati i sintomi, al bisogno ( vale a dire quando ricompaiono i disturbi e per una o  due settimane circa per sospenderli quindi e riprenderli alla loro ricomparsa). Qualora i disturbi non migliorino anche per più  lungo tempo e, a seconda della sintomatologia, anche aumentando il dosaggio per qualche tempo, sempre associato alle regole di condotta qui riportate. Tali farmaci sono ben tollerati: non sono cancerogeni e non hanno pericolosi effetti collaterali. Vanno somministrati in ragione di una cp 30’ prima di colazione ed eventualmente una cp 30’ prima di cena per almeno due mesi poi dopo visita di controllo per decidere la dose della terapia di mantenimento che va continuata per vari mesi, fino a 12 (vedi nota 48 AIFA) ed oltre, se necessario.  Utile potrebbe essere anche l’uso di farmaci detti gastrocinetici, che migliorano lo svuotamento dello stomaco e diminuiscono il reflusso
  4. Evitate i cibi che possono facilitare il riflusso in particolare: cibi fritti o cibi particolarmente grassi o troppo speziati, la cioccolata, il caffè. Cercate di non bere vino e liquori, coca cola, bevande gassate e di non fumare.
  5. Evitate, chiedendone la composizione e gli effetti collaterali, farmaci che pur necessari per altre affezioni possono facilitare il riflusso come la teofillina, i farmaci contenenti progesterone, la nifedipina, gli anticolinergici, i nitrati, gli alfa-antagonisti, etc.
  6. Se malgrado tutti questi provvedimenti i vostri sintomi non migliorano, dopo opportuna valutazione di tutto il quadro clinico, può essere presa in considerazione la necessità di un intervento che riduca l’ernia ed abolisca il riflusso o intervento di “fundusplicatio” – che può essere fatto anche per via laparoscopica – il quale spesso è risolutivo.

 

P.S. Non è rilevante avere o non avere infezione da Helicobacter Pylori, poiché il reflusso è indipendente dall’infezione stessa, comunque per valutare se vi è associata anche infiammazione dello stomaco è bene fare oltre che l’esofagogastroduodenoscopia  anche la ricerca del germe stesso..                                     

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